Grazie

25 Aprile 2008

Agli amici del mondo cattolico della mia regione

9 Aprile 2008

Pier Ferdinando Casini a Potenza

Carissimi,

dalla mia lunga militanza in Azione Cattolica (associazione in cui ho rivestito, fino a poche settimane fa, il ruolo di Presidente Diocesano di Acerenza) ho appreso che non è lecito tirarsi indietro quando si aprono possibilità di contribuire al bene comune e alla crescita del territorio che siamo chiamati a servire.

Del resto, come potersi tirare indietro davanti alla calcolata sonnolenza della classe politica lucana che disperde grandi risorse nella distribuzione “a pioggia” conseguente al progetto della Cittadinanza Solidale, illude le nuove generazioni con il miraggio del Patto per i Giovani, si dimostra incapace di utilizzare in maniera efficace e diffusa le cospicue royalties petrolifere, non pone mano a una riforma del sistema della Formazione Professionale e non intende dotarsi di un Piano di Sviluppo chiaro e democraticamente costruito con i cittadini, mentre assiste rassegnata allo spopolamento dei nostri territori?

Per questo motivo, dopo la nascita della nuova aggregazione della Rosa Bianca, mi sono reso subito disponibile per un diretto impegno politico, condividendo fin dall’inizio il coraggio e la chiarezza di obiettivi di questa nuova formazione e successivamente, quando il partito di Casini si è reso autonomo dal PdL, ho aderito alla Unione di Centro, per evitare che due partiti finalizzati a rappresentare la stessa area politica si ostacolassero a vicenda.

L’accelerazione delle ultime settimane ha certamente impedito un più armonico equilibrio tra le istanze innovative della Rosa Bianca e le esigenze di un partito già ben strutturato come quello di Casini, ma ho verificato che entrambe le formazioni dell’Unione di Centro sono ben consapevoli che la costruzione del nuovo soggetto politico è appena agli inizi.

D’altra parte avevo già constatato, dal mio punto di vista di cattolico impegnato nell’associazionismo ecclesiale, una netta involuzione delle due principali formazioni che si contendono il potere nel nostro paese.

Infatti, da un lato il Popolo delle Libertà (FI più AN) andava ulteriormente configurandosi come partito “aziendale” o padronale, chiuso agli apporti originali che possono provenire dal mondo cattolico, e con l’aggravante di pesanti, future caparre da pagare per l’alleanza con la Lega di Bossi.

Il Partito Democratico (Margherita più DS) con l’innaturale apporto dei Radicali, stava a sua volta costruendosi come contenitore indistinto, dove la specificità del cattolicesimo politico doveva essere attenuata per realizzare presunte politiche universalistiche, ma di fatto piegate alla logica dell’individualismo.

Dopo aver ascoltato, quindi, il parere e l’incoraggiamento di tanti carissimi amici, con i quali ho condiviso lunghe stagioni di impegno ecclesiale, ho deciso di offrire la mia testimonianza e il mio impegno perché possa prendere vigore quell’idea di politica che è cara a me, come credo anche a tutti voi.

L’idea di politica che sostengo è quella di una grande avventura collettiva; per questo penso a una forma-partito che non sia chiusa agli apporti e alle risorse (ideali e umane) che vengono dai mondi vitali che arricchiscono la nostra società; una nuova forma-partito ove al cattolicesimo politico sia possibile esprimersi in maniera organizzata e visibile. Leggi il seguito di questo post »


Carissimi concittadini

7 Aprile 2008

Il benvenuto di Potenza all\'On. Pier Ferdinando Casini

l’Italia in generale e la Basilicata in particolare stanno attraversando una fase difficilissima a causa di una politica e di partiti che non riescono a dare soluzione ai tanti problemi che continuano ad affliggere le nostre famiglie, i nostri giovani, le nostre imprese e tutti i ceti sociali e produttivi del Paese.

Per le innumerevoli contraddizioni etiche emerse con la nascita dei due contenitori, il Partito Democratico a sinistra e il Popolo delle Libertà a destra, entrambi con pochi valori da difendere, avverto ancor di più la responsabilità civile e morale di dar forza ad una alleanza di centro, fortemente voluta da Pier Ferdinando Casini e Savino Pezzotta insieme a tanti altri amici di ispirazione cristiana e liberale.

Prima di accettare mi sono a lungo interrogato sul mio essere cattolico: una condizione che mi è stata assegnata dal battesimo e che cerco, non senza fatica, di rinnovare ogni giorno. L’essere cattolico fa parte del mio essere e dei miei percorsi esistenziali e pertanto mi rifiuto di appartenere alla schiera di coloro che lo sono senza dirlo. Proclamarsi un cristiano cattolico significa avere il coraggio di sottoporsi al giudizio e alla verifica di tutti.

Lo affermo perché penso sia superata la fase storica della divisione dei cattolici in “buoni” e “cattivi” secondo la loro collocazione politica, e che a tutti è consentito di dichiararsi senza veli o infingimenti.

Tutto quanto detto ha animato e motivato il mio Si ad una proposta di candidatura su invito di Savino Pezzotta in seno al movimento della “Rosa Bianca” messo in piedi da lui e da altri vicini a questa visione di impegno in politica.

Per queste ragioni, con umiltà, vi chiedo di sostenere il prossimo 13 e 14 aprile, insieme a me, le liste dei candidati dell’Unione di Centro alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. E’ questo un voto per Acerenza e per la Basilicata.

Insieme poniamo tutte le nostre speranze, le nostre attese per costruire un’Italia e una Basilicata migliore e per dare ad Acerenza e al Vulture Alto-Bradano un futuro che esalti valori e tradizioni che sono la base della nostra società.

Con affetto Giuseppe (Pinuccio) Palo


Carissimi compagni di strada

31 Marzo 2008

Vi invio la presente per comunicarvi che ai sensi dell’art. 12 del Regolamento nazionale di attuazione dello Statuto diocesano rassegno le dimissioni da Presidente di Azione Cattolica della Diocesi di Acerenza, in quanto ho accettato la candidatura al Senato della Repubblica nelle liste dell’Unione di centro per le prossime elezioni del 13 e 14 aprile.

Prima di accettare mi sono a lungo interrogato sul mio essere cattolico: una condizione che mi è stata assegnata dal battesimo e che cerco, non senza fatica, di rinnovare ogni giorno. L’essere cattolico fa parte del mio essere e dei miei percorsi esistenziali e pertanto mi rifiuto di appartenere alla schiera di coloro che lo sono senza dirlo. Proclamarsi un cristiano cattolico significa avere il coraggio di sottoporsi al giudizio e alla verifica di tutti. Lo affermo perché penso sia superata la fase storica della divisione dei cattolici in “buoni” e “cattivi” secondo la loro collocazione politica, e che a tutti è consentito di dichiararsi senza veli o infingimenti.

La legittimità delle scelte politiche dei cattolici, affermata dal Concilio e dal Magistero dei Vescovi, non relega i credenti in una situazione di indifferenza nei confronti della politica, ma pone loro l’esigenza di attenzione alle possibili incompatibilità, che chiamano in campo il discernimento costante alla luce della dottrina sociale rispetto ai programmi politici degli schieramenti in rapporto ad alcuni valori umani, non specificatamente cristiani ma eminentemente umani, che sono irrinunciabili per chi si dichiara cattolico.

Mi riferisco in particolare a quei principi che il Papa ha indicato come non negoziabili. Si tratta di principi che impegnano il cattolico in forma duplice perché in primo luogo si tratta di valori inerenti alla natura stessa dell’umano, prima ancora che cristiani, secondo perché radicati nel messaggio che scaturisce dalla Rivelazione e pertanto evangelici.

Tutto quanto detto ha animato e motivato il mio Si ad una proposta di candidatura su invito di Savino Pezzotta in seno al movimento della “Rosa Bianca” messo in piedi da lui e da altri vicini a questa visione di impegno in politica.

Il distacco dal Centrodestra dell’Udc ci ha obbligati a ulteriori riflessioni. Sul terreno che avevamo scelto di rappresentare, l’area riformatrice temperata, ci si è trovati ad avere due soggetti che potevano competere tra loro e indebolirsi vicendevolmente a vantaggio di quel bipartitismo leaderistico che si vorrebbe contrastare. Abbiamo responsabilmente scelto, anche raccogliendo le spinte che venivano dal nostro potenziale elettorato e dai mondi vicini al nostro sentire, di ricercare delle convergenze con l’Udc; per questo si è concordato di confluire elettoralmente nell’Unione di Centro.

Nel mio impegno sociale e politico, non ho mai chiesto investiture dalle autorità ecclesiastiche, mi sono sempre assunto le mie responsabilità di laico cattolico, e non ho mai inteso e non intendo coinvolgere la Chiesa, che amo come madre, nelle mie scelte di natura sociale, professionale e politica.

Non mi sono mai permesso di giudicare sul terreno dell’ortodossia i cattolici che fanno scelte diverse dalle mie. Le mie valutazioni sono sempre state poste sul piano delle scelte politiche e sociali e non su altro, e pertanto il “non giudicare” mi serve da bussola. In questa dimensione di libertà cerco di vivere la comunione con il mio Vescovo, i Sacerdoti, nei confronti dei quali sono attento e grato per gli insegnamenti e le esortazioni.

Tutto ciò detto riconfermo la mia disponibiltà a continuare il dibattito e il confronto dentro la nostra Associazione. Il cammino percorso insieme ci ha visti impegnati in azioni comuni tenendo presente sempre quell’Ideale che ci guida in tutto quello che facciamo.

L’Azione Cattolica è nel mio cuore e spero che la fiducia e la stima grande fin qui accordatami continui ad essere tale. Vi lascio con le parole pronunciate da Vittorio Bachelet sull’Azione Cattolica con l’augurio che possano essere costantemente concretizzate:

L’Azione Cattolica è una realtà di cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano assieme in nome del Signore e sono in comunicazione permanente con la Chiesa e il mondo”.

Un abbraccio fraterno

Pinuccio Palo