Carissimi,
dalla mia lunga militanza in Azione Cattolica (associazione in cui ho rivestito, fino a poche settimane fa, il ruolo di Presidente Diocesano di Acerenza) ho appreso che non è lecito tirarsi indietro quando si aprono possibilità di contribuire al bene comune e alla crescita del territorio che siamo chiamati a servire.
Del resto, come potersi tirare indietro davanti alla calcolata sonnolenza della classe politica lucana che disperde grandi risorse nella distribuzione “a pioggia” conseguente al progetto della Cittadinanza Solidale, illude le nuove generazioni con il miraggio del Patto per i Giovani, si dimostra incapace di utilizzare in maniera efficace e diffusa le cospicue royalties petrolifere, non pone mano a una riforma del sistema della Formazione Professionale e non intende dotarsi di un Piano di Sviluppo chiaro e democraticamente costruito con i cittadini, mentre assiste rassegnata allo spopolamento dei nostri territori?
Per questo motivo, dopo la nascita della nuova aggregazione della Rosa Bianca, mi sono reso subito disponibile per un diretto impegno politico, condividendo fin dall’inizio il coraggio e la chiarezza di obiettivi di questa nuova formazione e successivamente, quando il partito di Casini si è reso autonomo dal PdL, ho aderito alla Unione di Centro, per evitare che due partiti finalizzati a rappresentare la stessa area politica si ostacolassero a vicenda.
L’accelerazione delle ultime settimane ha certamente impedito un più armonico equilibrio tra le istanze innovative della Rosa Bianca e le esigenze di un partito già ben strutturato come quello di Casini, ma ho verificato che entrambe le formazioni dell’Unione di Centro sono ben consapevoli che la costruzione del nuovo soggetto politico è appena agli inizi.
D’altra parte avevo già constatato, dal mio punto di vista di cattolico impegnato nell’associazionismo ecclesiale, una netta involuzione delle due principali formazioni che si contendono il potere nel nostro paese.
Infatti, da un lato il Popolo delle Libertà (FI più AN) andava ulteriormente configurandosi come partito “aziendale” o padronale, chiuso agli apporti originali che possono provenire dal mondo cattolico, e con l’aggravante di pesanti, future caparre da pagare per l’alleanza con la Lega di Bossi.
Il Partito Democratico (Margherita più DS) con l’innaturale apporto dei Radicali, stava a sua volta costruendosi come contenitore indistinto, dove la specificità del cattolicesimo politico doveva essere attenuata per realizzare presunte politiche universalistiche, ma di fatto piegate alla logica dell’individualismo.
Dopo aver ascoltato, quindi, il parere e l’incoraggiamento di tanti carissimi amici, con i quali ho condiviso lunghe stagioni di impegno ecclesiale, ho deciso di offrire la mia testimonianza e il mio impegno perché possa prendere vigore quell’idea di politica che è cara a me, come credo anche a tutti voi.
L’idea di politica che sostengo è quella di una grande avventura collettiva; per questo penso a una forma-partito che non sia chiusa agli apporti e alle risorse (ideali e umane) che vengono dai mondi vitali che arricchiscono la nostra società; una nuova forma-partito ove al cattolicesimo politico sia possibile esprimersi in maniera organizzata e visibile. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato da Giuseppe Palo 
Pubblicato da Giuseppe Palo