Ai colleghi Assistenti Sociali della mia regione

Con Casini all\'incontro di Potenza

Carissimi,

nella mia esperienza professionale di Assistente Sociale e componente del Consiglio Regionale dell’Ordine, e in virtù della profonda idealità che anima la nostra professione di aiuto ho imparato che non è lecito tirarsi indietro quando si aprono possibilità di contribuire al bene comune e alla crescita del territorio che siamo chiamati a servire.

Del resto, come potersi tirare indietro davanti alla calcolata sonnolenza della classe politica lucana che disperde grandi risorse nella distribuzione “a pioggia” conseguente al progetto della Cittadinanza Solidale, illude le nuove generazioni con il miraggio del Patto per i Giovani, si dimostra incapace di utilizzare in maniera efficace e diffusa le cospicue royalties petrolifere, non pone mano a una riforma del sistema della Formazione Professionale e non intende dotarsi di un Piano di Sviluppo chiaro e democraticamente costruito con i cittadini, mentre assiste rassegnata allo spopolamento dei nostri territori?

Noi Assistenti Sociali siamo chiamati ad assumere un mandato legato ai bisogni primari dei cittadini e delle persone, sostenitori di quelle politiche sociali che da tempo aspettano di ricevere l’impulso adeguato per la costruzioni di sistemi di protezione e di sicurezza che costituiscono la base dello sviluppo e della coesione sociale.

La mia presenza all’interno dell’Unione di Centro vuole dare valore alle istanze che il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali ha espresso attraverso l’ appello rivolto a tutte le forze politiche impegnate nella campagna elettorale in vista delle elezioni del 13 e 14 aprile, e in particolare su alcune questioni nodali quali:

  • la pari dignità delle politiche sociali con quelle economiche e sanitarie, quale leva di investimento, sviluppo e coesione sociale; costituzione del dipartimento di servizio sociale,
  • la sostenibilità del sistema di servizi e interventi sociali nell’ottica della prevenzione, della domiciliarità, della appropriatezza delle risposte, della valorizzazione del capitale sociale e della valutazione di impatto,
  • la riponderazione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, anche su presupposti di fiscalità generale, e della sua utilizzazione con equilibrio tra trasferimenti monetari e programmi di tutela per i bambini, i giovani, le famiglie, anziani e i servizi locali di sostegno,
  • la definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza quale soglia omogenea di diritti esigibili e contrasto a squilibri tra territori e a condizioni discriminatorie,
  • il potenziamento della continuità assistenziale ospedale-territorio favorendo processi culturali di lavoro integrato tra professioni, servizi sociali territoriali e servizi giudiziari con il privato sociale e con il volontariato, complementare e non sostitutivo,
  • la riforma delle professioni regolamentate, rimarcando l’esigenza di salvaguardare la peculiarità dei servizi e delle professioni di aiuto dalla direttiva di liberalizzazione nel mercato,
  • la previsione di un programma nazionale di formazione continua sociale (ECS),
  • il consolidamento in ambito accademico della disciplina di servizio sociale con autonomo raggruppamento scientifico-disciplinare e sviluppo della ricerca facendo in modo che presso l’Università della Basilicata possa finalmente essere istituita la Facoltà di Servizio Sociale,
  • la valorizzazione della professione di assistente sociale nelle politiche sociali, nei modelli organizzativi, nei contratti di lavoro anche attraverso specifiche direttive per adeguati riconoscimenti del profilo e dell’area della dirigenza sociale,
  • la formulazione di un testo unico aggiornato sulla normativa concernente la professione.

Al di là del mio successo personale e dell’esito di questa campagna elettorale, mi sento fin da ora impegnato a essere per tutti voi una sorta di grimaldello capace di scardinare le porte chiuse dei palazzi della politica e del potere, per favorire il protagonismo di molti.

La situazione sociale, economica e culturale che sta vivendo la Basilicata è così complessa e difficile che, senza la capacità di analisi e di azione di tutti non sarà vinta la buona battaglia del riscatto regionale.

Nel ringraziare per l’attenzione e per il lavoro che ognuno di voi rende nelle istituzioni, mi auguro di essere riuscito almeno in parte a esprimere i miei autentici sentimenti e la passione che mi anima, e mi aspetto di ricevere da tutti voi suggerimenti appropriati e, se possibile, anche un forte sostegno,

il vostro Giuseppe (Pinuccio) Palo

Aprile 2008


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