Vi invio la presente per comunicarvi che ai sensi dell’art. 12 del Regolamento nazionale di attuazione dello Statuto diocesano rassegno le dimissioni da Presidente di Azione Cattolica della Diocesi di Acerenza, in quanto ho accettato la candidatura al Senato della Repubblica nelle liste dell’Unione di centro per le prossime elezioni del 13 e 14 aprile.
Prima di accettare mi sono a lungo interrogato sul mio essere cattolico: una condizione che mi è stata assegnata dal battesimo e che cerco, non senza fatica, di rinnovare ogni giorno. L’essere cattolico fa parte del mio essere e dei miei percorsi esistenziali e pertanto mi rifiuto di appartenere alla schiera di coloro che lo sono senza dirlo. Proclamarsi un cristiano cattolico significa avere il coraggio di sottoporsi al giudizio e alla verifica di tutti. Lo affermo perché penso sia superata la fase storica della divisione dei cattolici in “buoni” e “cattivi” secondo la loro collocazione politica, e che a tutti è consentito di dichiararsi senza veli o infingimenti.
La legittimità delle scelte politiche dei cattolici, affermata dal Concilio e dal Magistero dei Vescovi, non relega i credenti in una situazione di indifferenza nei confronti della politica, ma pone loro l’esigenza di attenzione alle possibili incompatibilità, che chiamano in campo il discernimento costante alla luce della dottrina sociale rispetto ai programmi politici degli schieramenti in rapporto ad alcuni valori umani, non specificatamente cristiani ma eminentemente umani, che sono irrinunciabili per chi si dichiara cattolico.
Mi riferisco in particolare a quei principi che il Papa ha indicato come non negoziabili. Si tratta di principi che impegnano il cattolico in forma duplice perché in primo luogo si tratta di valori inerenti alla natura stessa dell’umano, prima ancora che cristiani, secondo perché radicati nel messaggio che scaturisce dalla Rivelazione e pertanto evangelici.
Tutto quanto detto ha animato e motivato il mio Si ad una proposta di candidatura su invito di Savino Pezzotta in seno al movimento della “Rosa Bianca” messo in piedi da lui e da altri vicini a questa visione di impegno in politica.
Il distacco dal Centrodestra dell’Udc ci ha obbligati a ulteriori riflessioni. Sul terreno che avevamo scelto di rappresentare, l’area riformatrice temperata, ci si è trovati ad avere due soggetti che potevano competere tra loro e indebolirsi vicendevolmente a vantaggio di quel bipartitismo leaderistico che si vorrebbe contrastare. Abbiamo responsabilmente scelto, anche raccogliendo le spinte che venivano dal nostro potenziale elettorato e dai mondi vicini al nostro sentire, di ricercare delle convergenze con l’Udc; per questo si è concordato di confluire elettoralmente nell’Unione di Centro.
Nel mio impegno sociale e politico, non ho mai chiesto investiture dalle autorità ecclesiastiche, mi sono sempre assunto le mie responsabilità di laico cattolico, e non ho mai inteso e non intendo coinvolgere la Chiesa, che amo come madre, nelle mie scelte di natura sociale, professionale e politica.
Non mi sono mai permesso di giudicare sul terreno dell’ortodossia i cattolici che fanno scelte diverse dalle mie. Le mie valutazioni sono sempre state poste sul piano delle scelte politiche e sociali e non su altro, e pertanto il “non giudicare” mi serve da bussola. In questa dimensione di libertà cerco di vivere la comunione con il mio Vescovo, i Sacerdoti, nei confronti dei quali sono attento e grato per gli insegnamenti e le esortazioni.
Tutto ciò detto riconfermo la mia disponibiltà a continuare il dibattito e il confronto dentro la nostra Associazione. Il cammino percorso insieme ci ha visti impegnati in azioni comuni tenendo presente sempre quell’Ideale che ci guida in tutto quello che facciamo.
L’Azione Cattolica è nel mio cuore e spero che la fiducia e la stima grande fin qui accordatami continui ad essere tale. Vi lascio con le parole pronunciate da Vittorio Bachelet sull’Azione Cattolica con l’augurio che possano essere costantemente concretizzate:
“L’Azione Cattolica è una realtà di cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano assieme in nome del Signore e sono in comunicazione permanente con la Chiesa e il mondo”.
Un abbraccio fraterno
Pinuccio Palo

Pubblicato da Giuseppe Palo